Techno Ready

La tecnologia: un bene di tutti per tutti.

Come faccio a vedere un comune segnale a definizione standard sul mio nuovo TV?

I nuovi pannelli digitali danno ovviamente il meglio di sè con l’ alta definizione, però riescono a visualizzare, più o meno bene, anche le attuali immagini in standard definition sia in standard PAL (utilizzato principalmente in Europa ed Oceania), sia in standard NTSC (utilizzato principalmente negli U.S.A. ed in Giappone). Questo grazie ad un piccolo microchip che racchiude due funzioni: quella di SCALER e quella di DE-INTERLACER. Scaler significa “adattatore”, infatti, tramite algoritmi matematici, deve aumentare artificialmente le linee di un’ immagine, si parla allora di UPSCALING, oppure diminuirle (DOWNSCALING). Per esempio se ho un televisore con risoluzione di 1920×1080 e voglio vedere un normale dvd con risoluzione 720×576, lo scaler del tv aumenterà artificialmente le linee dell’ immagine del dvd affinchè possa essere visualizzata al meglio. Al contrario potrei vedere un segnale a 1920×1080 su un televisore con risoluzione 1280×720. In questo caso lo scaler eliminerà parti del segnale ridondanti. La funzione di DE-INTERLACER invece, permette appunto di “de-interlacciare” cioè rendere progressivo un segnale interlacciato, grazie all’ interpolazione dei singoli fotogrammi dell’ immagine; sempre con l’ ausilio di complicati algoritmi matematici. E’ evidente che più queste funzioni saranno applicate in modo corretto, più la qualità d’ immagine aumenterà. Questo microchip può trovarsi nel tv, nel decoder, nel Blu-ray/HD-DVD player oppure in processori video dedicati utilizzati principalmente dai broadcasters per l’ interoperabilià tra i vari segnali televisivi.

9 Novembre, 2007 Pubblicato da cristianchieregati | HD | | No Comments Yet

HD Ready vs. HD Ready 1080p

L’ EICTA (European Information, Communications and Consumer Electronics Technology Industry Association) nel 2005 stabilì dei requisiti minimi per la classificazione dei televisori in grado di mostrare immagini ad alta definizione. In questo modo gli utenti sarebbero stati facilitati nella scelta del nuovo TV. Il logo HD READY doveva essere applicato su televisori che avessero una risoluzione minima di 720 linee verticali (quindi il pannello doveva avere una risoluzione minima di 1280×720 pixels), che chiaramente avessero un rapporto tra larghezza ed altezza di 16:9, accettassero segnali 720p e 1080i a 50 e 60Hz (la capacità di ricevere segnali 1080p era opzionale) e avessero almeno una connessione digitale HDMI (high definition multimedia interface) o DVI (Digital Visual Interface) con protocollo HDCP (High-Bandwith Digital Copy Protection), un trucchetto che evita la copia illegale dei contenuti. Peccato però che il grande pubblico, ma anche le grandi aziende di elettronica, associno indossolubilmente la dicitura HD Ready con la risoluzione 720p, mentre per il segnale 1080i e 1080p è stato coniato ufficiosamente il termine FULL HD. Quindi può capitare di vedere un televisore con il logo HD READY con accanto il logo FULL HD oppure FULL HD 1080 ecc… ecc… Questa situazione è venuta a crearsi perchè l’ EICTA con il suo HD READY voleva solo porre dei requisiti minimi, mentre le case produttrici di tv vogliono evidenziare le capacità massime dei loro apparecchi. Soprattutto dall’ inizio del 2007 le varie aziende di elettronica hanno iniziato a distribuire sul mercato pannelli con risoluzione di 1920×1080. L’ EICTA allora ha deciso, il 30 agosto 2007, di coniare un nuovo logo “HD READY 1080p”. I televisori con questo logo devono necessariamente avere una risoluzione di 1920×1080, ovviamente sono in 16:9, devono accettare segnali 720p a 50 e 60Hz, 1080i a 50 e 60Hz, 1080p a 24, 50 e 60Hz; devono essere in grado di visulizzare interamente l’ immagine in 1080i/p senza alcun overscan cioè senza tagliare l’ immagine ai bordi. E’ ovvio che devono necessariamente avere almeno una connessione digitale. Il logo “HD READY 1080p” è quindi quello più indicativo ed utile per il consumatore, infatti acquistando un apparecchio con questo marchio si può essere sicuri di poter godere appieno dell’ alta definizione massima 1080p, che tutt’ oggi è vanto solamente del Blu-ray Disc e dell’ HD-DVD. Infatti le emittenti satellitari, Sky compresa, trasmettono contenuti sia 720p che 1080i, la risoluzione massima 1080p sarebbe impensabile via etere, vista la grande quantità di banda che richiede (da 18/19 ad oltre 30Mbit/s con compressione MPEG-4 AVC H.264), a meno che non si voglia occupare un intero transponder satellitare con uno o due canali 1080p. Stay tuned!!!

9 Novembre, 2007 Pubblicato da cristianchieregati | HD | | 1 Commento

L’ alta definizione: presentazione e cenni storici.

L’ alta definizione (high definition television-HDTV) è una nuova tecnica di ripresa e trasmissione delle immagini il cui concetto risale a circa quarant’ anni fa. Negli anni ‘60 gli ingegneri della NHK (Nippon Hoso Kyokai-Japan Broadcasting Corporation) assieme a Sony svilupparono un sistema denominato MUSE, analogico, che permetteva già un enorme upgrade rispetto alla standard definition. Durante gli anni ‘80 anche l’ Europa, per paura della concorrenza nipponica, ideò il suo sistema HDTV, denominato HD-Mac. Anch’ esso era analogico, prevedeva un segnale con risoluzione di 1125 linee a scansione interlacciata. La Rai contribuì attivamente alla nascita di questo sistema, infatti le partite dei mondiali di Italia ‘90 vennero trasmesse con questa tecnologia nell’ area di Milano. Purtroppo i televisori compatibili sembravano veri e propri armadi, erano enormi, pesantissimi e costavano più di 40 milioni dil lire. Anche per i broadcasters le cose non andavano bene, infatti per trasmettere un canale Hd occorreva la banda passante di due canali tradizionali. A causa di tutti questi inconvenienti l’ industria di settore abbandonò il progetto, di cui non si parlò più. Verso la fine degli anni ‘90 negli U.S.A. si decise di passare alle trasmissioni digitali e , a tale scopo, nacque il consorzio ATSC (advanced television system committee- comitato per un sistema televisivo avanzato) il cui nome viene tuttora utilizzato per designare lo standard televisivo utilizzato negli States in complemetarietà a quello analogico, tuttora utilizzato, chiamato NTSC (national television system committee con risoluzione 640×480 a scansione interlacciata e 30fps). Questo sistema digitale permette di inviare immagini sia via satellite sia via digitale terrestre; le risoluzioni sono 720×480 a scansione progressiva, 1280×720 progressiva, 1920×1080 interlacciata. Il governo statunitense spinse molto per l’ avvio dell’ HDTV, infatti la nuova tecnologia avrebbe stimolato in modo massiccio il passaggio al digitale, con conseguente liberazione della frequenze , che sarebbero state rivendute agli operatori di telefonia mobile con enormi ricavi economici. Bisogna dire che in meno di dieci anni gli statunitensi hanno raggiunto il loro obiettivo, infatti tutti i principali broadcasters (NBC, CBS, ABC) trasmettono alcuni programmi in HDTV, vi sono tanti canali tematici via satellite in HD, ed il governo prevede di attuare un completo switch-off entro il 17 febbraio 2009. In Europa le cose sono andate molto più per le lunghe. Infatti sempre a metà anni ‘90, nel vecchio continente, venne creata l’ associazione DVB (Digital Video Broadcasting-trasmissione video digitale) che si prefiggeva di creare varie specifiche tecniche per la trasmissione del video digitale su varie piattaforme. Le prime specifiche furono quelle del DVB-S (trasmissione video digitale via satellite). Infatti le trasmissioni satellitari erano analogiche e passarono alla tecnica digitale, con compressione MPEG-2 e risoluzione 720×576 a scansione interlacciata ed audio codificato in MPEG 1 Layer 2 (MPEG2) mono o stereo. Bisogna dire però che la trasmissione via satellite, in Europa, non ebbe da subito quel successo clamoroso che ottenne negli U.S.A. e certamente non lo ha raggiunto tuttora, almeno per quanto rigurda l’ Italia. In seguito vennero rilasciate le specifiche DVB-C per la trasmissione via cavo, e quelle DVB-T, per la trasmissione digitale terrestre, e il DVB-H per la trasmissione su apparecchiature mobili, con le medesime caratteristiche del DVB-S. L’ Inghilterra fu la prima a partire con il digitale terrestre nel 1998, creando una copiosa offerta di canali gratuiti che in seguito prenderà il nome di Freeview. Anche in altri paesi come la Germania e la Francia si iniziò a sperimentare la nuova tecnica di trasmissione. In Italia le trasmissioni in DTT, a regime, partirono nel 2004, con gravi problemi di copertura del territorio e piena disorganizzazione fra i broadcasters, che continuano tuttora in un clima di assoluta incertezza. Vista la progressione che le trasmissioni digitali hanno ottenuto anche nel vecchio continente, i vertici dell’ Unione Europea hanno stabilito di porre la data dello switch-off, cioè dello spegnimento totale del segnale analogico, in favore di quello digitale, entro la fine del 2012. Per questo motivo nei Paesi membri sono stati creati dei piani locali di switching off dell’ analogico: in Germania è già stata digitalizzata completamente la Baviera, in Francia si procederà nel 2008 partendo per aree strategiche, come in UK. In Italia il 1 marzo 2007 è stata parzialmente digitalizzata la Sardegna (la digitalizzazione terminerà entro marzo 2008), il 16 aprile 2007 è partita la digitalizzazione della Val d’ Aosta che si dovrebbe concludere ad ottobre 2008, per le altre regioni non si sa assolutamente nulla, poichè il governo non ha attuato alcun programma di pianificazione della completa digitalizzazione del Paese. Nel 2004 l’ emittente belga Euro 1080 ha avviato la programmazione satellitare di due canali Hd in MPEG-2, che, in seguito alla creazione del codec MPEG-4 AVC, è passata alla nuova codifica. Durante le Olimpiadi invernali di Torino 2006 la Rai ha attivato un trial nell’ area di Torino che prevedeva l’ invio di un segnale ad alta definizione su DTT con codifica MPEG-4 AVC. Esso era visibile attraverso appositi decoders collegati a pannelli al plasma, situati in punti strategici della città. Dopo questo trial la Rai ha chiuso le porte dell’ HD su DTT. Intanto in Inghilterra la BBC ed ITV hanno iniziato un trial nell’ area di Londra distribuendo decoders appositi ad un target ristretto di utenti, ottenendo un enorme successo. Il Consiglio superiore degli audiovisivi francese ha stabilito, in seguito all’ emanzione di una legge parlamentare sul rinnovamento delle tecnologie televisive, di avviare la programmazione di tre canali Hd su DTT: un posto è riservato all’ emittenza pubblica, gli altri due saranno disponibili per chi si farà avanti. Probabilmente la trasmissione di questi nuovi canali partirà nel 2008. Anche in Svizzera si stanno dando da fare; infatti alla fine del 2007 partirà la programmazione di HD Suisse, canale trasmesso via satellite e cavo che concentrerà i programmi dei canali delle quattro lingue parlate nello stato elvetico. In Svezia l’ emittente pubblica SVT ha avviato le trasmissioni in HD nell’ area di Stoccolma via DVB-T. Anche in Spagna, nell’ area della Catalogna sono partite trasmissioni sperimentali in alta definizione su DTT. E in Italia? Per il momento in Sardegna e Valle D’ Aosta Mediaset ha avviato la programmazione di Rete 4 HD, canale digitale terrestre che trasmette (per ora) materiale upscalato, visibile soltanto con softwares informatici in grado di decodificare segnali MPEG-4 AVC, oppure con la nuova Videostation di Fastweb, decoder ibrido DTT/IPTV HD-ready. Mediaset sta distribuendo ai telespettatori interessati il decoder Humax HDCI-2000T, device ancora non ufficialmente presente nelle catene di distribuzione italiane. Purtroppo per quanto riguarda il digitale terrestre non c’è altro da dire. Per fortuna via satellite Sky porta avanti la battaglia, grazie all’ utilizzo dello standard DVB-S2, che gli ha permesso di avviare i suoi 4 canali hd , che ben presto aumenteranno. A luglio dovrebbe anche comparire il MySky HD, decoder con hard disk interno in grado di registrare anche i programmi hd. Stay tuned!!!

13 Giugno, 2007 Pubblicato da cristianchieregati | HD | | 6 Commenti